Riflessioni di una notte di metà settembre

Sono giorni ormai che sono assalita da mille pensieri..

Mi chiedo come può essere che al mondo ci sia gente tanto diversa da me e tanto lontana dal mio modo di pensare, gente che non guarda oltre il proprio naso, gente che parla troppo e gente che invece, non parla per niente.

Mi chiedo.. c’è una via di mezzo tra tutto questo?

C’è qualcuno capace di alzarsi tutte le mattine e tornare a casa la sera senza essere nevrotico perchè è stato completamente prosciugato dalle persone che per lavoro o meno ha incontrato?

Si può davvero essere felici, senza rischiare di passare per euforici cronici?

O essere tristi solo perchè ci si è alzati la mattina con la luna storta (sacro santo diritto)senza essere considerati depressi?

E poi… siamo davvero davvero capaci di essere felici?

Voi siete felici?

2 Responses to “Riflessioni di una notte di metà settembre”

  1. Fortunatamente c’è anche gente diversa da me :D

    Ma la via di mezzo è sempre la strada migliore?
    no non credo a volte bisogna decidere da che parte stare in modo preciso, fare una scelta chiara.

    Io riesco anche a non essere nevrotica :D

    Sono come mi sveglio vero, ma sono felice.
    Non so dirti come fare ad esserlo,
    forse con un pizzico di egoismo e uno di altruismo, forse con un po’ di voglia di fare un po’ di pigrizia, forse pensando a cose tristi e trovando il modo di renderle felici.. comportandosi un po’ come ci si comporta cucinando, nel sugo un po’ di sale e un pizzico di zucchero è la scelta migliore.

    Forse nulla di tutto questo, chissà.

    Io ho solo una persona che mi rende nervosa, per il resto sono riuscita a essere molto Zen con tutto :D

  2. Clothyna says:

    Sale e zucchero vedrò di ricordarmelo ;-)

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